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Il supporto psicologico alimentare

Ti sei mai chiesto da dove nasce l’esigenza di ricorrere a un supporto psicologico alimentare? 

Secondo i dati pubblicati annualmente dal Ministero della salute pubblica, i disturbi dell’alimentazione sono considerati tra i principali fattori di rischio nel comportare l’insorgenza di diverse malattie croniche, come ad esempio: infarto, ictus cerebrale, diabete.

La lotta all’obesità infantile, in particolare, è una delle più importanti sfide raccolte da diversi paesi internazionali nel combattere le conseguenze sulla salute attribuibili ad abitudini alimentari scorrette.

Nonostante i buoni propositi e la consapevolezza che il benessere psicofisico passi attraverso una nutrizione sana ed equilibrata, molte persone attribuiscono le responsabilità dei loro “sgarri” ai troppi impegni e ritmi lavorativi.

Addirittura, in alcuni casi,  viene data responsabilità a conviventi o familiari che a detta loro, non favoriscono il nuovo regime alimentare.

Qui scoprirai come ristabilire un corretto equilibrio psicofisico attraverso il supporto psicologico alimentare, quali sono le conseguenze generate da abitudini alimentari scorrette e perché non si riesce a seguire una dieta a causa dei fattori depotenzianti.

 

 

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Supporto psicologico alimentare: la via di un corretto equilibrio

La maggior parte delle persone che soffrono di disturbi alimentari non hanno la consapevolezza di avere un problema, ma allo stesso tempo temono enormemente il cambiamento. 

Il supporto psicologico alimentare interviene educando la mente delle persone prima che il corpo, a tal proposito, viene definito “persuasivo”.

Chi soffre di un disturbo ossessivo del cibo, tanto da provocarsi il vomito o si alimenta senza controllo, non si rende conto di avere un disagio alimentare, ma crede invece di aver trovato la soluzione.

In pratica, la psiche delle persone che ne soffrono è impegnata a tal punto da illudersi di poter allontanare i propri problemi, quando in realtà, gli stessi sono causati proprio dai disturbi alimentari.

I pazienti che soffrono di disturbi legati all’alimentazione non sono in grado di affrontare un vero e proprio trattamento.

Alla luce di tutto quanto detto finora, il primo step avviene in molti centri attraverso un percorso motivazionale.

In questi casi, si tratta di un percorso psicologico che ha come obiettivo il recupero attraverso il cambiamento e la guarigione.

Al fine di poter raggiungere la via di un corretto equilibrio fisico e mentale è importante:

  • riconoscere di avere un disagio e accettarlo
  • sentire che la situazione genera una sofferenza tale da non poterla gestire da soli
  • avere fiducia nel cambiamento 
  • essere disponibili ad affrontare le proprie paure e mettersi in gioco
  • avere la forza e il coraggio di farsi aiutare

 

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Abitudini alimentari scorrette: quali sono le conseguenze?

Privare il nostro organismo di alimenti in grado di fornire il corretto apporto di nutrienti, crea un malfunzionamento dei processi metabolici tale da provocare degli scompensi a livello nutrizionale. 

Il supporto psicologico alimentare, inteso come guida capace di direzionare l’individuo nel compiere un percorso nutrizionale sano ed equilibrato.

Questa, diventa una figura sempre più importante negli scenari moderni, dove l’apparire è più importante che l’essere.

Devi sapere, che le conseguenze di un comportamento alimentare scorretto incidono negativamente sulla salute, tanto da provocare:

  • problemi al sistema immunitario, divenendo più esposti al contrarre malattie a causa del deficit di macro e micronutrienti nell’organismo
  • variazioni dell’indice glicemico, a causa di diete troppo drastiche, si possono verificare stati di ipo o iperglicemia, deleteri in entrambi i casi
  • eccesso di grasso, l’obesità con il consumo costante di cibi malsani, porta all’insorgenza di diversi problemi, coinvolgendo organi vitali come cuore, fegato reni e pancreas. Devi sapere, che l’insorgenza del diabete alimentare, inevitabilmente segna il nostro organismo in maniera profonda
  • disturbi legati alla salute mentale, cattive abitudini alimentari possono contribuire alla depressione. A causa di un deficit di alcuni nutrienti che svolgono il ruolo di precursori per alcuni neurotrasmettitori.

 

 

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Supporto psicologico alimentare: quando è la mente a bloccare la dieta

Il supporto psicologico alimentare è la chiave di svolta nel trasmettere la giusta motivazione a chi non riesce ad accettare la propria condizione fisica.

Non dimentichiamoci, che i motivi di questo malessere sono riconducibili ad abitudini alimentari scorrette.

Analizziamo ora 3 categorie di persone che si attengono ad una dieta pur partendo da obiettivi completamente diversi, alla ricerca di un loro equilibrio, ovvero:

  • chi vuole dimagrire
  • chi pratica sport e necessita di un aumento della massa muscolare a discapito di quella grassa
  • le persone che soffrono di disturbi alimentari come obesità, anoressia o bulimia

Nella maggioranza dei casi, il perché non si riesce a seguire una dieta è causato da fattori depotenzianti interni per via di un atteggiamento mentale sabotante.

Questo innesca una serie di fattori che dinanzi alle rinunce e agli sforzi, opta per soluzioni facili ed esterne, finendo poi per rinunciare alla prima difficoltà. 

 

Chi vuole dimagrire

 Chi vuole dimagrire deve fissarsi un obiettivo raggiungibile e a piccoli step, al fine di godere dei benefici che esso comporta.

Veder migliorare progressivamente il proprio corpo accresce l’autostima e favorisce il benessere psicofisico dell’individuo. 

 

Lo sportivo

Iniziamo col dire, che il sostegno psicologico alla dieta dev’essere adeguato alla persona.

Chi pratica sport, lavora per migliorare continuamente il proprio aspetto, poiché conosce già gli step iniziali e ha progressivamente abituato il proprio organismo a allenamenti costanti e alla rinuncia di cibi malsani.

 

Chi soffre di disturbi alimentari

Quando parliamo invece di disturbi alimentari come obesità, anoressia o bulimia, occorre un vero studio della persona.

L’intervento di uno psicologo è importante nel riuscire ad aprire una via di comunicazione in grado di favorire la persona ad affrontare le proprie fragilità.

Chi soffre di disturbi alimentari, ha una spiccata sensibilità, proprio per questo è importante:

  • aprire un dialogo privato, poiché chi soffre di un problema alimentare di questo tipo ha difficoltà a parlarne pubblicamente
  • non chiedere spiegazioni ma proporre soluzioni 
  • evitare critiche e controlli, puntando a costruire un rapporto di fiducia.

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