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Dieta Chetogenica

La dieta chetogenica è un regime alimentare che si basa su una strategia volta a ridurre i carboidrati, obbligando in questo modo l’organismo a produrre in maniera autonoma il glucosio, principale fonte di energia per gli organismi viventi e, ad aumentare il consumo energetico dei grassi che si trovano all’interno del tessuto adiposo.

La particolarità di questa dieta è duplice, poiché è caratterizzata sia dal sostanziale apporto di grassi e proteine a discapito dei carboidrati, sia come opzione nei trattamenti terpeutici contro l’epilessia, in quanto, si è iniziato ad osservare che il digiuno comporta un certo effetto sedativo nei confronti delle crisi epilettiche. 

Seppur ancora sconosciuto, il meccanismo d’azione che sopperisce alla mancanza di glucosio grazie alla produzione di corpi chetonici provoca un miglioramento dello stato di salute nei pazienti che soffrono di epilessia, proprio per questo, nel corso del tempo, la dieta chetogenica è diventata un’opzione terapeutica.

Conosci le caratteristiche della dieta chetogenica e come funziona? In questa guida, scopriremo vantaggi e svantaggi della dieta chetogenica e come utilizzarla come trattamento per l’epilessia. Daremo spazio inoltre, ad alcune riflessioni, ad esempio su cosa mangiare e come applicarla nello sport. 

Infine, vedremo come applicarla in donne in stato di gravidanza e quale apporto di integratori è necessario nella dieta chetogenica.

 

 

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Dieta chetogenica: come funziona e caratteristiche 

La dieta chetogenica, ha la caratteristica di ridurre drasticamente il contenuto di carboidrati aumentando di contro le proteine e in particolare i grassi. Questo disquilibrio delle proporzioni dei macronutrienti nella dieta dieta, ha lo scopo di costringere l’organismo a utilizzare i grassi come fonte primaria di energia anziché i carboidrati, provocando così, una riduzione degli stessi all’interno del tessuto adiposo.

Oggi, il successo della dieta chetogenica è caratterizzato dalla sua efficacia nel perdere peso, ma affinché i livelli di glucosio nel sangue aumentino a causa della riduzione dell’insulina non è possibile concedersi nessuno sgarro alimentare, proprio perché il corpo tende sempre a utilizzare la sua fonte energetica preferita, ossia gli zuccheri e i carboidrati, andando così ad interrompere il processo di chetosi.

Non si tratta di un regime alimentare sostenibile per tutti e non vi sono prove scientifiche che nel lungo periodo i risultati siano migliori rispetto a una dieta bilanciata, tra l’altro, esistono anche diversi protocolli di dieta chetogenica che differiscono tra loro in base alla quantità della componente lipidica e glucidica, ovvero:

  • SDK, dieta classica a basso contenuto di carboidrati con una modesta percentuale di proteine e ricca di grassi
  • CKD, questa dieta prevede un periodo di rifornimento di carboidrati più elevato, come 5 giorni a regime chetogenico e 2 ad alto livello di carbo
  • TKD, i carboidrati sono concessi quando ci si allena, terminata la sessione di workout si aumenta l’assunzione di proteine per il recupero muscolare, dopodiché si continua a consumare i grassi
  • Dieta chetogenica ad alto contenuto proteico, è simile alla SDK, ma si differenzia per un maggiore apporto proteico. I macronutrienti in questo regime alimentare sono suddivisi in 60% grassi, 35% proteine, 5% di grassi.

 

Dieta Chetogenica: vantaggi e svantaggi

I principali vantaggi della dieta chetogenica riguardano la riduzione della massa lipidica, particolarmente indicata per il trattamento dell’obesità severa e nei programmi in generale di dimagrimento, sempre sotto parere medico.

Grazie allo studio approfondito su numerosi pazienti trattati con l’utilizzo della dieta chetogenica, è stato riscontrato un importante miglioramento del quadro clinico, in particolare, per coloro che soffrono di:

  • diabete
  • iperglicemia
  • steatosi non alcolica del fegato
  • sindrome metabolica

Alla luce di quanto detto finora, l’attuazione di questo regime alimentare, favorisce:

  • la riduzione delle calorie totali
  • il mantenimento di glicemia e insulinemia costanti
  • l’aumento del consumo dei grassi a scopo energetico
  • l’incremento del dispendio calorico totale e del lavoro metabolico

La dieta chetogenica può produrre diversi svantaggi, a seconda del livello di corpi chetonici presenti nel sangue, ad esempio:

  • un aumento della diuresi e della filtrazione renale
  • una tendenza alla disidratazione
  • l’aumento del carico di lavoro dei reni 
  • una possibile ipoglicemia e ipotensione
  • mal di testa
  • affaticamento
  • vertigini
  • leggera nausea
  • irritabilità

in particolare, questi ultimi, sono riconducibili alla fase di adattamento della dieta, dopo 2-3 giorni dall’inizio della stessa.

È stato riscontrato nei pazienti più sensibili anche una maggior tendenza all’insorgenza di crampi muscolari, stipsi e malessere dovuto alla sensazione di palpitazioni cardiache.

 

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Dieta chetogenica: riflessioni e aiuto contro le crisi epilettiche

La strategia di eliminare il glucosio nella dieta chetogenica a favore dell’utilizzo di amminoacidi, rischia di generare uno stato di intossicazione per il nostro organismo, producendo in questo modo, un inutile affaticamento di fegato e reni con l’ulteriore aggravante di rendere il sistema nervoso e i muscoli decisamente meno efficienti.

Sicuramente, questa dieta nel breve termine non porta a effetti di grave entità, quello che potrebbe avvenire nel medio lungo termine, invece, è ancora oggetto di studio. Sicuramente come abbiamo già ribadito in precedenza, non si tratta di un regime alimentare adatto a tutti e soprattutto, occorre essere guidati da un esperto e non improvvisarsi.

La dieta chetogenica funziona sicuramente nell’immediato, ma sottopone l’organismo ad uno stato di stress continuo e per nulla salutare, inoltre, sembra essere efficace per coloro che soffrono di epilessia ma occorre prestare molta attenzione in caso di soggetti che soffrono di diabete mellito 1, poiché potrebbe scaturire pericolosi effetti sulla salute del paziente. 

Secondo studi più approfonditi, sarebbe da attribuire proprio ai corpi chetonici la riduzione dell’eccitabilità dei neuroni che sono coinvolti alle origini delle crisi epilettiche, regolando la produzione e l’azione di particolari neurotrasmettitori. Studi clinici dimostrano che la dieta chetogenica può essere un’opzione teraperutica per quei pazienti che non rispondono ai farmaci e non possono essere trattati chirurgicamente.

 

VLCKD: Cosa Mangiare e come applicarla nello sport

La dieta chetogenica, conosciuta anche con l’acronimo VLCKD, Very Low Calories Ketogenic Diet, prevede il consumo di alimenti prevalentemente ad alto contenuto di proteine e grassi e, in particolare, per chi vuole seguire questo genere di alimentazione è consigliata l’assunzione di:

  • pollame
  • uova
  • salsiccia
  • agnello
  • tacchino 
  • carne 
  • pesce
  • formaggi
  • affettati
  • pistacchi
  • noci
  • mandorle
  • pane di segale

Verdure come broccoli e asparagi ad esempio, sono consentiti in largo uso, mentre per il condimento, l’olio extravergine di oliva è certamente più indicato rispetto al burro.

 

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Dieta chetogenica per lo sportivo

La dieta chetogenica per chi pratica sport è costruita per fornire il giusto apporto proteico dopo la prestazione, utile a favorire il recupero muscolare, proprio per questo, dovrebbe rispettare alcuni semplici parametri come:

  • un limitato apporto di carboidrati distribuito tra i 20-30 grammi giornalieri
  • 1,5 / 2,5 grammi di proteine per kg di peso corporeo dell’atleta
  • stabilito l’apporto proteico e quello dei carboidrati, occorre calcolare quello lipidico per garantire il corretto apporto calorico in grado di consentire all’atleta il raggiungimento della performance sportiva
  • lo scarso apporto di sali minerali e vitamine causato da questo regime alimentare dovrà essere integrato per mezzo di integratori sportivi
  • la dieta chetogenica dovrà essere pianificata per almeno un tempo sufficiente in grado di consentire al soggetto di adattarsi e di godere dei benefici. Indicativamente, le prime 2 settimane saranno utili per arrivare a un progressivo adattamento, mentre nelle restanti inizierà la vera e propria dieta. Non è insomma consigliato approcciarsi a questo programma alimentare senza considerare una fase di adattamento.

Devi sapere, che attraverso lo schema della dieta chetogenica, vengono attivate alcune importanti molecole che, in una serie di reazioni a catena, determinano la trascrizione di geni che codificano per proteine coinvolte nel trasporto e nell’ossidazione di acidi grassi, così come nei processi di produzione di ATP.

Al tempo stesso, uno stato di chetosi determinerà una condizione di inibizione dei fattori responsabili della riparazione e della crescita muscolo, meccanismo che si attiva subito dopo la fase di stress metabolico e meccanico a seguito della pratica sportiva.

 

 

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Dieta Chetogenica: donne in stato di gravidanza

In una fase delicata come quella della gravidanza, tutto ciò che è estremo non è consigliabile.

Devi sapere, che aderire a una dieta chetogenica può comportare uno sbilanciamento dei nutrienti sia per la donna che per il feto.

Infatti, la presenza di chetoni nel sangue potrebbe causare danni allo sviluppo del sistema nervoso del bambino. 

In generale, per la donna in stato di gravidanza, è consigliabile seguire un regime alimentare sano ed equilibrato, in modo da consentire un normale sviluppo del feto senza ricorrere a soluzioni troppo al limite.

Lo sapevi che la dieta chetogenica favorisce la fertilità?

Questo perché, influenzando in maniera positiva la produzione di ormoni, garantisce un corretto andamento dell’ovulazione oltre che una miglior produzione spermatica.

 

Utilizzo di integratori nella Dieta Chetogenica

Qualora la dieta chetogenica venga seguita per un medio-lungo termine, la carenza di alimenti come frutta, verdura, cereali e legumi inizierà a farsi sentire.

A questo proposito, è necessario l’utilizzo di integratori alimentari utili a ripristinare un normale equilibrio nutrizionale a seguito del minor apporto di vitamine e minerali presenti nei micronutrienti.

Sicuramente, il deficit di elementi come potassio, magnesio e sodio causati dall’adesione della dieta VLCKD, dovrà essere contrastato attraverso un’integrazione artificiale di questi micronutrienti.

In questo modo potrai contrastare l’insorgenza di crampi muscolari, mal di testa e stanchezza generale. 

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